Dal lavoro nel turismo iniziato nel 1999 a ViaggiDaniele, fino a Kyrama: il significato di un nome che parla di cambiamento, libertà e scoperta.
Mi chiamo Daniele Spelta e lavoro nel turismo dal 1999. Per raccontare Kyrama voglio partire da qui: dalla persona che c’è dietro il nome, prima ancora delle destinazioni, degli itinerari e delle fotografie.
Il mio percorso è passato attraverso nomi diversi: Daniele Spelta, poi ViaggiDaniele, oggi Kyrama Viaggi. Sono passaggi della stessa storia professionale. Il filo che li tiene insieme è il rapporto con le persone che si affidano a me per organizzare un viaggio: ascoltare ciò che desiderano, aiutarle a scegliere e accompagnarle nelle decisioni.
Questo diario comincia proprio da quel filo. Prima di raccontare il mondo, mi sembra giusto presentarmi e spiegare perché ho scelto di chiamare il mio progetto Kyrama.
Da ViaggiDaniele a Kyrama
ViaggiDaniele portava nel nome un riferimento immediato: il mio. Diceva chi ero e di che cosa mi occupavo. Una scelta diretta, nella quale la persona e il lavoro coincidevano anche nelle parole.
Con Kyrama ho voluto dare spazio anche al significato che attribuisco al viaggio. Cercavo un nome nel quale potessero trovare posto il cambiamento, la curiosità e la libertà di scoprire. Qualcosa che raccontasse una direzione, oltre a identificare un’attività.
Il passaggio conserva una continuità: dietro Kyrama ci sono ancora io, con la mia esperienza e la responsabilità di seguire chi mi sceglie. Ma quel nome apre il racconto a un’idea più ampia, che riguarda il modo in cui possiamo avvicinarci al mondo.
Dentro un nome, la libertà di respirare
Kyrama nasce dall’unione di due parole greche. Il senso che ho voluto raccogliere è quello del cambiamento e della libertà, insieme all’aria: essere liberi di respirare, di vedere, di guardare, di scoprire.
La parola “respirare”, per me, rende concreta questa idea. Fa pensare allo spazio che possiamo concederci quando usciamo dalle giornate abituali. Un tempo da vivere con un ritmo diverso, nel quale accorgerci di ciò che abbiamo intorno.
Può essere una pausa desiderata a lungo, la curiosità verso una cultura, il piacere di attraversare un paesaggio. O semplicemente il bisogno di stare bene per qualche giorno. Non tutte le partenze devono avere un significato straordinario: anche concedersi riposo è un desiderio che merita ascolto.
Dentro Kyrama ho voluto mettere questa apertura. La possibilità di attribuire al viaggio un significato personale, senza doverlo far somigliare a quello di qualcun altro.
Vedere, guardare, scoprire
Quando ho spiegato il nome, ho usato sia “vedere” sia “guardare”. Mi piace tenere insieme queste due parole, perché suggeriscono attenzioni diverse.
Una fotografia può farci desiderare un luogo. Poi arriviamo e quel luogo prende consistenza: ci sono suoni, distanze, persone, abitudini che l’immagine lasciava fuori. Guardare significa concedersi il tempo di accorgersene.
La scoperta può cominciare da un dettaglio. Una strada che incuriosisce, un sapore sconosciuto, una conversazione. Sono possibilità che danno al viaggio una parte aperta, personale, impossibile da riassumere soltanto in un programma.
Anche il cambiamento che richiamo nel nome può avere questa misura. Può essere un punto di vista nuovo, una curiosità che resta, il desiderio di approfondire qualcosa incontrato lungo il percorso. Non serve immaginare una trasformazione a ogni partenza.
Il viaggio comincia nella conversazione
Nel mio lavoro, queste idee incontrano domande molto concrete. Quando vuoi partire? Con chi? Quanto tempo hai? Quale budget desideri dedicare al viaggio? E che cosa significa, per te, trascorrere bene quei giorni?
Una richiesta come “vorrei andare al mare” è già un punto di partenza. Per darle forma occorre capire quale mare immagini, come vorresti vivere le giornate, quanto desideri muoverti oppure fermarti.
È in questa conversazione che il viaggio comincia a diventare tuo. Le scelte successive devono trovare un legame con ciò che mi hai raccontato. Il mio compito è aiutarti a costruirlo, rendendo comprensibili le possibilità e gli aspetti da valutare.
Kyrama è il nome che ho scelto per continuare questo percorso. Qui nel diario vorrei raccontarne anche il lato fatto di curiosità, domande e luoghi da conoscere.
Comincio dalla mia storia, perché tu sappia chi ti sta parlando. Il resto lo scopriremo, una pagina alla volta.
Daniele Spelta — Kyrama Viaggi

